giovedì 24 dicembre 2009

«Float like a butterfly and sting like a bee»

"vola come una farfalla e colpisci come un'ape"....This is Ali
Un pugile veloce, velocissimo, potente quanto basta e soprattutto intelligentissimo.
Il famoso match contro Foreman lo vinse sicuramente per una superba strategia nella quale Foreman stesso cascò alla grande.
Quest'ultimo, fortissimo ma ingenuo, sprecò tutte le sue energie su un Alì chiuso a riccio nella sua guardia ed appoggiato alle corde.
I pugni di Foreman, mal visto dal pubblico africano, andavano sulle braccia del suo avversario.
Alì schivava e assorbiva per poi sferrare al momento opportuno il pugno da ko, quello che mise fine al match.
Un match che è entrato nella storia della boxe e dello sport.
Sì, perché Muhammad Alì è anche un alto rappresentate dello sport in assoluto, ma non solo.
Infatti è noto il suo impegno civile da quando calcava il ring ad oggi.
Muhammad Alì influenzò molti artisti marziali e quindi c'è un certo legame tra lui e queste discipline e di conseguenza anche con la futura kickboxing.

Nasce il 17 gennaio del 1942 a Louisville, nel Kentucky, figlio di Cassius Marcellus suonatore di strada che disegnava santi sui marciapiedi e con il vizio di alzare il gomito, e di Odessa, cuoca sopraffina, tonda e fiera del suo bellissimo bambino, convinta che fosse speciale al punto di chiedersi come mai il buon Dio avesse scelto proprio lei per metterlo al mondo. A scuola non è certo uno studente modello, perciò la lascia giovanissimo; il suo approccio con la boxe è precoce. Ha dodici anni quando gli rubano la bicicletta, si rivolge spaventato ad un poliziotto, Joe Martin, che nel tempo libero fa l'allenatore di boxe. L'idea di partenza è d'imparare a reagire ad eventuali soprusi, si scopre che ha talento innato e sei anni dopo, nel 1960, eccolo vincere la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Roma.
Nel 1962 combatte già al Madison Square Garden come professionista, con alle spalle solo vittorie, ma è sempre considerato una promessa. Arriva il 1964 quando, contro tutte le previsioni, alla settima ripresa batte Sonny Liston, il campione della mafia, diventando campione del mondo dei pesi massimi.
Negli anni precedenti il successo, affascinato dalle teorie di Malcom X, milita tra i Musulmani Neri, movimento antagonista al governo degli Stati Uniti, e la sua lettura è il Corano, filo conduttore delle meditazioni quotidiane. Diventato campione mondiale, annuncia al mondo che il nome di Cassius Clay, affibbiato dai negrieri ai suoi avi strappati con la forza alla terra africana per essere schiavi, non gli appartiene, d'ora in poi si chiamerà Mohammed Alì. È un campione ed è una forza non solo sul ring: anche nel quotidiano combatte con una sorta di snobismo a rovescio per l'orgoglio della gente nera. Molti non lo amano, lui se ne infischia e come sul ring salta di qua e di là come un ballerino e poi mena fendenti, parlando ininterrottamente, insultando l'avversario fino a: "Fargli dimenticare tutto quello che sa sulla boxe", sono parole sue, nella vita non perde occasione e microfono per predicare. Grida che vuole: "…far prendere coscienza alla mia gente, farla crescere". Vuole essere il migliore in tutti i sensi, per essere un modello, non per vanità anche se molti non gli credono, ma perché la gente di colore abbia qualcosa, qualcuno di cui vantarsi e a cui rifarsi, per far capire che se hai fede in te stesso, niente è impossibile. Per il suo infaticabile parlare, infatti, è stato soprannominato "labbro di Louisville". Orgoglioso del suo essere nero, dichiara che non avrà mai rapporti con una donna bianca, neppure per una notte, e così è, che non riesce a capire come: "Un uomo e una donna intelligenti e di colore, è impensabile che possano pensare di sposarsi con un partner bianco e fare figli mezzi bianchi. Uno vuole figli che gli assomiglino". E di bianchi, attorno, non ne ha mai avuti, se si esclude l'allenatore personale Angelo Dundee, figlio di un emigrato calabrese che aveva cambiato il cognome Mirenda con Dundee, appunto, perché: "Era più facile far crescere i propri figli con un cognome irlandese".
Fino al 1967 difende il suo titolo ben otto volte, è "il Campione" e basta, poi rifiuta di andare in Vietnam per il servizio militare e il titolo gli è tolto "d'ufficio". Nel 1970 può tornare a combattere: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha cambiato la legge sull'obiezione di coscienza apposta per lui.Perde un incontro con Joe Frazier nel 1971, e molti lo danno per finito, ma si rifà contro lo stesso in seguito, e nel 1974 si prende una sonora rivincita. Malgrado l'avessero dato perdente 3 a 1, riconquista contro George Foreman il "suo" titolo, quello che nessuno gli aveva tolto sul ring.
Titolo di nuovo in palio nel 1978: lo perde una prima volta, sette mesi dopo lo recupera a prezzo di fatiche indicibili. Nel 1981 perde il titolo per K.O. contro Larry Holmes: è picchiato di brutto, ma non ha perso l'ironia. Quando, nella conferenza stampa alla fine del combattimento, l'avversario che è stato suo sparring-partner ripete in continuazione: "Alì mi ha insegnato la boxe, mi ha insegnato la dignità, mi ha insegnato a vivere…", lui, seccato, acchiappa il microfono e gli chiede a bruciapelo: "Allora, perché mi hai menato?", sollevando un'ovazione tra pubblico e giornalisti.
Si ritira: ha collezionato 56 vittorie e 5 sconfitte, nel 1983 è designato miglior pugile in assoluto degli ultimi vent'anni. Ha sempre vinto perchè sapeva aver paura. E combattere la paura con l'intelligenza. Anche nella vita privata, Mohammed Alì ha numeri alti. Il matrimonio con la prima moglie, la bellissima Sonji Ray, dura poco più di un anno. Per seguire i dettami della religione musulmana, che secondo lui gli ha dato coscienza e dignità, Alì fa sacrifici, mentre lei non porta il velo, si trucca e beve alcolici. La seconda moglie è la diciassettenne Belinda, musulmana religiosissima, porta il velo, gli dà quattro figli e fa l'angelo del focolare. In ogni modo, religione o no, anche Alì ha il suo punto debole e sono le donne, che gli danno letteralmente la caccia, ha anche un paio di figli fuori dal matrimonio. Durante una trasferta, per un incontro, nelle Filippine, è accompagnato da Veronica, una bellissima modella già madre di una bambina sua, che per sbaglio è presentata alla stampa mondiale come sua moglie. Belinda, che aveva mandato giù tutto fino a quel momento, prende un aereo, lo raggiunge, gli molla un paio di sventoloni, torna a casa e chiede il divorzio. Terzo matrimonio con Veronica, dunque, ma dura pochissimo: non appena Alì si ritira dalla boxe e compaiono i primi segni della malattia, il morbo di Parkinson, la bella se ne va e malgrado un accordo prematrimoniale gli scuce un bel po' di quattrini. Alì è sempre stato generoso con tutti, in molti lo hanno sfruttato, non combatte più, è carico di figli, ne ha collezionati otto, quando al suo orizzonte compare, ma si dovrebbe dire ricompare, Lonnie. Abitava davanti alla casa dei suoi genitori, la madre aiutava quella di Alì quando i soldi sono cominciati a circolare, lui è sempre stato il suo idolo, si sposano e adottano il nono bambino.
Questa, in sintesi, la storia dell'uomo che, alle Olimpiadi di Atlanta, con passo incerto ha portato la torcia e con mano tremante ha acceso il tripode: ammalato sì, domato mai. Anche chi lo sconsigliava di farlo, anche chi non lo ha mai amato, non ha potuto fare a meno di ammirarlo e di commuoversi. Ora, non può parlare più come una volta, infatti ha la mente lucida, ma ha difficoltà ad esprimersi, ma non è dimenticato e non si fa dimenticare: risponde alle lettere che continuano ad arrivargli copiose, Benetton ha sponsorizzato una sua biografia fotografica, un documentario dedicato alla sua giovinezza ha vinto un Oscar, durante la guerra del Golfo, nel 1991, ha ottenuto da Saddam Hussein, fratello di fede, la liberazione di cittadini statunitensi prigionieri in Iraq, con una delegazione ha portato a Cuba aiuti umanitari.
Com'è Mohammed Alì Dietro lo Specchio dell'Astrologia? Non è per togliergli meriti, ma è nato fortunato, fortunatissimo e intelligente, intelligentissimo. Vanitoso da morire, ma con i piedi ben piantati a terra, un innato senso del ritmo, istrionico, ambizioso, ostinato, geniale e paranoico. In sostanza, vuoi per fortuna vuoi per intelligenza, la vanità si è sublimata in una qualità trasformandosi in orgoglio. Merito anche del solido segno natale, il Capricorno?, o dei pianeti generazionali nel Toro, Saturno e Urano, in ottimo aspetto con il Sole?, o perché non aveva nessuna inclinazione criminale? Chi lo sa, resta il fatto che, pur addolcendo i toni, si è mantenuto coerente con se stesso, conquistando anche i nemici.
Le previsioni fatte nel 1978-1979 per una trasmissione Rai che riguardavano gli anni seguenti, parlano di aspetti che possono avere effetti catastrofici sulla salute. Dalla circolazione al cuore, botte in testa… e secondo i medici, quando è arrivato all'ultimo combattimento era già ammalato, ma non si sapeva di che cosa, tant'è che era curato per "sangue avvelenato", e lo botte prese negli ultimi combattimenti hanno accelerato, o aggravato, la malattia.



Gli insegnamenti di Bruce Lee nel combattimento di Cassius Clay, perchè per chi non lo sapesse, i due si sono allenati insieme per tre giorni. Soprattutto i jab e i cross, tirati molti dritti e precisi, tagliando la linea centrale dell'avversario, come un coltello taglia il burro.

CURRICULUM:

-Nato a: Louisville, Kentucky (Usa) il 18 gennaio 1942
-Altezza: cm. 191
-Peso: kg. 96
-Nazionalità: Statunitense
-Categoria: pesi massimi
-Professionista: dal 29 Ottobre 1960
-Record: 61 incontri disputati 56 vinti (37 per ko), 5 persi
-Mondiali sostenuti: 25
-Mondiali vinti: 22
-Altri titoli: Oro ai Giochi olimpici di Roma 1960 nei mediomassimi
-Frasi famose: "Io sono l'eccelso"

lunedì 5 ottobre 2009

Open your Eye.....about IOR

Hide your face forever
dream and search forever

Have you ever been for sale ?
when your isms get smart
oh so selfish and mindless
with that comment in your eye

Do you think that you are hard ?
really harder than the other
man you’re acting cold
if you are not in charge

Open your eyes, open your mind …

Ritorno ancora una volta su un argomento religioso, sono sicuro risultera scomodo, ma un come dice Terenzio " L'adulazione procura amici, la verità genera odio."
Che cos è lo Ior? è l'Istituto per le Opere di Religione (meglio noto con l'acronimo IOR e comunemente conosciuto come Banca Vaticana) è una banca privata, istituita nel 1942 da papa Pio XII con sede nella Città del Vaticano. Lo IOR è stato più volte al centro di scandali, finanziari e non, fra i quali spicca il crac del Banco Ambrosiano, ma tralasciamo per ora questo punto e quanto stabilisce il suo statuto, ha lo scopo di:
« ... provvedere alla custodia e all'amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità.
L'Istituto pertanto accetta beni con la destinazione, almeno parziale e futura, di cui al precedente comma. L'Istituto può accettare depositi di beni da parte di Enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.
»

Rilevanti sono gli investimenti esteri, in prevalenza in titoli di Stato o portafogli a basso rischio. Gli interessi medi annui oscillano dal 4 al 12% e, non esistendo tasse all'interno dello Stato vaticano, si tratta di rendimenti netti. Per quanto riguarda gli utili conseguiti, essi non vanno corrisposti ad azionisti - che nel caso dell'Ente non esistono - ma sono devoluti in favore di opere di religione e di carità.
Una rete di contatti con banche sparse nel mondo rende possibile l'esportazione di quantità illimitate di denaro in assoluta riservatezza, poiché Città del Vaticano non aderisce ai patti internazionali antiriciclaggio. Inoltre, il conto può essere aperto sia in euro che in valuta straniera. I clienti vengono identificati solo attraverso un numero codificato, alle operazioni non si rilasciano ricevute, non esistono libretti di assegni intestati allo IOR e tutti i depositi e passaggi di denaro avvengono tramite bonifici. Infine, avendo sede in uno Stato sovrano, ogni richiesta di rogatoria deve partire tramite il ministero degli esteri del paese richiedente. Finora nessuna rogatoria è stata concessa dal Vaticano.
Direi davvero molto interessante, riassumendo questi angioletti non hanno vincoli sui limiti degli assegni, con esportazione libera di $$ in ogni valuta e verso qualsiasi paese senza alcuna tracciatura, sara mica per agevolare un riclicaggio, non accettando neppure il concordato di patti chiari ma su non pensiam male, anche perche a volte a pensar male ci si acchiappa.
Sempre per citare questa citta di angeli la republica delle banane ha eliminato la pena di morte 150 anni fa, ed il vaticano l'ha ristabilita con i patti lateranensi per toglierla nel 2002!!!
La pena di morte è stata legale nella Città del Vaticano dal 1929 al 1969 ed era prevista solo in caso di tentato omicidio del papa.

« Considerando la persona del Supremo Pontefice sacra e inviolabile, l'Italia dichiara che qualunque attentato alla Sua persona o qualunque incitamento a commettere tale attentato sia punibile con le medesime pene previste per tutti i simili attentati o incitamenti condotti contro la persona del Re.
Tutte le offese o gli insulti commessi all'interno del territorio italiano contro la persona del Supremo Pontefice, causati dal significato di discorsi, atti o scritti, saranno punibili allo stesso modo che come offese e insulti contro la persona del Re. »

La pena di morte venne tuttavia rimossa completamente dalla Legge fondamentale del Vaticano solo il 12 febbraio 2001, su decisione di Giovanni Paolo II.

giovedì 23 luglio 2009

Here without you....

Here withouth you è il testo di una canzone ma.... in questi giorni risale l'anniversario della morte del piccolo drago precisamente il 20 luglio 1973 …..a tre settimana dalla prima di operazione drago, il film che gli avrebbe dato fama internazionale Bruce entro misteriosamente in coma e mori, all eta di 32 anni, miglioni accorsero al suo funerale a Hong Kong ma la moglie decise di sepperlilo con se a San Francisco
Un mio mito e mentore, fin da giovane quando lo chiamavo “Brusling”, con le sue piroette, mosse con il nunchuku il ballerino dalla tuta gialla, poi copiata da Tarantino nel film Kill bill.
Rivoluziono il modo di combattere, miscelo arti millenarie con gli allenamenti del Body builder e le adatto alla sua filosofia ma sopratutto porto le arti marziali e la loro filosofia in occidente. Fu il primo che apri una palestra in america, decidendo di insegnare le arti marziali anche ai bianchi e neri. Invento il JKD, dove nel Tao of Jeet Kune Do scrisse: “L'allenamento è una delle fasi più trascurate dagli atleti. Troppo tempo è donato allo sviluppo della pratica e troppo poco allo sviluppo della persona per la partecipazione. Jeet Kune Do, sostanzialmente, non è una materia dalle tecniche banali ma di alto sviluppo mentale e fisico..”
Negli anni del suo infortunio scrisse tre libri dove elencava l’essenza del suo pensiero sia come l’atleta doveva allenarsi sia come preparar spiritualmente la mente...
Tra queste voglio ricordare questo " Bene o male ci si può adeguare, ma mai farsi condizionare. «Be water, my friend», diceva Bruce Lee. In parte è vero. Tutto sta nell'usare il linguaggio adatto, che quasi mai è quello delle parole. Le parole non servono a niente se non fan paura, non sono altro che innocui balocchi. Minaccia prima che ti minaccino, ed evita lo scontro con l'astuzia... E se evitarlo non si può, mai tirarsi indietro, sarebbe un errore che lascerebbe strascichi. Se l'occhio del ciclone ti travolge, tu entra e scompiglialo. Ben prima di me e del buon Lee, il nostro Machiavelli diceva nel "Principe": «Sarebbe bello, per un principe, essere amato e temuto dai sudditi al tempo stesso. Ma dovendo scegliere fra i due, io dico che è meglio esser temuti che amati.»
E come per molti, la sua morte è avvolta nel mistero, dicono si fosse fatto molti nemici: ma non quelli finti e grotteschi dei suo film, che lui aveva modo di sconfiggere, altri REALI, contro i quali non c'era jet-kun-do che tenesse. Come la mafia, o i tradizionalisti cinesi, che non gli avevano perdonato d'aver trasmesso al mondo delle tecniche di lotta che avrebbero dovuto restar segrete.
O magari non è vero niente. Anche lui, forse, è stato vittima dei soliti psicofarmaci che uccidono tutti i vip di Hollywood, Michele Jackson compreso. (VIP: Very Important Psicofarmaco). Io, purtroppo, propenderei per quest'ultima ipotesi... Lessi altre possibili cause di morte, e tra questa c'e una miscela di oppiacei, la cosa strana è che gli oppiacei sono distensivi e rilassanti mica eccitanti come qualche altra sostanza che si inala e la buona pollon direbbe "sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria" .Forse per reggere i ritmi frenetici tra allenamenti e tv, uno sportivo come Arnold diceva " non ho mai visto un fisico cosi definito come bruce lee" ed in effetti per aver un fisico cosi serve un allenamento massacrante continuo,cosa che lui teneva costantemente ogni giorno....Per il resto, da atleta e mentore quale era non mi è mai balenata l’ideal di uno crollo emotivo tale da riempirsi di psicofarmaci....
Chi resiste ancora è quella vecchia pellaccia pelosa di Ciac Norris (Chuck Norris) l'indistruttibile, peraltro suo allievo. Ormai ha una certa età, ma non la dimostra. Be', ma quello dubito usi droghe o balle varie: non credo sia il tipo, Meglio per lui. Ironia della sorte: Bruce l'ha battuto nel Colosseo e gli ha spezzato il collo, ma era una vittoria fasulla, combinata, cinematografica.
Ciac invece l'ha battuto nella vita vera, al di fuori del set.
Il mistero resta ma guardatevi Drago....

"Do using no way as way , having no limitation as limitation"




http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Lee

giovedì 9 aprile 2009

Un'altra violenta scossa......prevedibile o ...

In sti giorni vedendo le immagini del terremoto pensavo, ma in giappone paese sismico per eccellenza i loro 7.2 della scala righter come saranno ?? ed ecco la risposta.
Quello dell Acquila è stato della 5.6 scala righter; in giappone una scossa del sesto grado non avrebbe neanche fatto notizia nelle tv regionali, nei filmati si vedono edifici che tremano e gente che con calma si alza ed esce al massimo cadono gli scaffali.. e dopo 10 minuti tutti di nuovo in casa.
Tutto cio per dire, tralasciando i discorsi che i terremoti possono essere previsti o meno,si poteva evitar con un minimo di responsabilita su chi concede permessi, coordina i lavori etc etc.Comprendo che le case vecchie cadano ad una prima folata di vento ma che un ospedale con 10 anni di vita crolla proprio NO, NON CI STO
Non lamentiamoci se ci danno della republica delle Banane
...

mercoledì 8 aprile 2009

Il circolo della vita.....

E la sintesi di una esperienza, e' solo una lezione di vita. La mia.
Le storie nascono e finiscono. Nelle storie si vive e si è felici, ogni cazzata è la cosa piu bella del mondo. Ogni minima cosa ti fa compiere voli pindarici, che sul momento passano ma riemergono pian piano quando tutto finisce. Ma la vita è un ciclo e anche una storia lo è, e molto probabilmente finirà se non si rialimenta il tutto.

La prima storia è meravigliosa, e quando finisce, in genere e perche' ti ha lasciato lei. Ogni storia e' diversa perche' vissuta da persone diverse ma le sensazioni e le emozioni di quando ti lascia, di quando finisce, di quando ti senti rifiutato, sono le stesse per tutti. I mali ci accomunano ad una specie di incidente mortale, l'unica differenza che non sei morto. Credevo di si, credevo di essere arrivato ed invece ero solo in rianimazione. Prima di riaprire gli occhi, ne e' passato di tempo. Prima di potere ricominciare a vivere sono dovuto morire. E una parte di me e' morta. E l'ho uccisa io. Ci sono giorni dove tutto sembra finito ma all' improvviso arriva quel flash e sei punto a capo.
Periodi dove li sfoghi erano le canzoni, le serate trascorse tra la ghissa in palestra,o a dar cazzotti ad un sacco senza anima, pianti improvvisi e continui....ci sono tante canzoni che non mi hanno guarito, ma di sicuro mi hannno aiutato a risollevarmi. Scopri che c'e una miriade di canzoni che trattano il tema e ti martellano ogni giorno. Da quando sali in macchina e accendi la radio a quando chiudi gli occhi la sera, alcuni sono sono pezzi meravigliosi, opere d'arte che si possono apprezzare appieno solo in questi casi.
Puoi contare solo su te stesso e non su lei. Ma prima di capirlo distruggi la tua autostima, ti rendi ridicolo, non credi a te stesso ma e' cosi, rinunci anche a quel po' di orgoglio che ti rimane. Quando avresti bisogno dell' eterno silenzio la chiami!!.
E il tempo inizia a passare e tu hai bisogno della tua dose, hai bisogno di lei, allora la richiami, allora la cerchi, le mandi messaggi e passi sempre nei posti dove sta lei, nei luoghi dove credi che sia, e la cerchi in ogni donna che passa, e ti illudi.
Quando sei per strada e senti il suo profumo ecco parte un ancora e torni a pensare a lei, ti chiedi chissa' cosa fa, chissa' se cambia idea, chissa' se mi pensa....non ti riconosci piu', sei diventato uno schiavo. Ma e' qui che hai toccato il fondo.
E ti riduci a dire come hai potuto farmi questo, proprio tu, dopo che ti ho dato la mia anima, dopo che ti ho sempre accontentata, ti ho sempre ricoperta di complimenti e vedevo punti di forza anche nei tuoi difetti, come hai potuto... bastarda!!!! E poi non hai avuto nessun riguardo per me. MI hai lasciato in quel modo... Sei una merda!!!
Col tempo anche questa fase passa e ti rendi conto, che tu hai dato tutto , ma non le hai dato proprio quello che lei voleva, ed allora capisci, cosa vogliono le donne, come ragionano, come potere migliorarti.
E quando capisci questo, ti rendi conto che l'unica colpa e' stata la tua, e proprio quello che tu credevi di dargli per renderla felice era esattamente l'opposto di quello che doveva avere. Continui a prendertela con te stesso, sentendoti ancora piu' ridicolo di quello che eri. Oramai hai la tua autostima a pezzi ed il tuo ego fa il resto. Sei cupo, incazzato col mondo, anche se lo sei solo con te stesso. E ci sei quasi, stai per affrontare il mostro piu' grande, sei all'ultimo livello, adesso sei tu contro te stesso. Il piu' grande scontro della tua vita. Ed e'qui che ti uccidi, ti uccidi, per nascere ancora. Diverso. Un uomo nuovo. Adesso e' tutto in salita, ma hai la consapevolezza che le cose sono cambiate, hai sedotto te stesso. E ristrutturi te stesso piano piano, ti ricostruisci, vai in palestra, fai corsi, leggi miliardi di libri e prendi la tua nuova strada.
Poi un giorno ti rendi conto di quanto ami le donne, e la tua ex, si proprio quella che ti ha lasciato, proprio quella che ha scelto lui e nn te, o quella che non ha scelto un lui , ma di sicuro non ha scelto te, la ringrazi, la ringrazi perche' ti ha liberato da te stesso. Ti rendi conto che e' stato solo un mezzo per farti arrivare dove sei. E se hai sofferto o se soffri tanto, be', sappi che ci siamo passati tutti, che abbiamo sofferto e che siamo cambiati e soprattutto sappi che e' giusto cosi'.
O se ancora sei nella tua prima storia allora goditela ma sappi, che molto probabilmente ci passerai anche tu....ma ricorda che :

L'amore e' cieco e cosi' deve essere, perche' se potessimo conoscere a priori le dolorose delusioni e le vane aspettative dei nostri amori gioiosamente creati, ben pochi di noi avrebbero il coraggio, o la sconsideratezza di cominciare rapporti di coppia a lungo termine. D.R. Kingma.

In bocca al lupo, e buona rinascita.